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Justi, Carl: Diego Velazquez und sein Jahrhundert. Bd. 2. Bonn, 1888.

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lo stesso, come ha fatto, essendosi dati gli ordini d' all' hora gia ch' egli s' e di-
chiarato di uoler fermarsi sino al ritorno di V. A. Serma.

Io dubito, che la dimora secondo il suo pensiero non sia per lo semplice
fine di complimto. e pero non mi e piacciuta la sua molta puntualita, se bene di
cio meriterei riprensione da V. A. Serma ma trattandosi di pitture mi tocca troppo
sul vivo il dubio che V. A. S. se ne lascia uscire dalle mani qualchedo. delle mi-
gliori. Egli subo. m' ha fatta instanza di uedere tutte le pitture, et io gli ho risposto,
che mi spiace di non potere non tenendo le chiavi delle camere altri che V. A.
Serma & che intanto se hauessi gusto di uedere il Palazzo di Sassuolo sarei a ser-
uirlo, il che prontamte ha accettato: Mi ha detto in proposito del dipingere a fresco,
che conduce seco in Ispagna il Sr. Michele Colonna, et Agostino per dipingere cola
in seruo. di S. Mta. e che fra pochi giorni saranno insieme a Genoua: La nuoua
mi e altrettanto dispiaciuta quanto mi e giunta improvisisste: e uaglia il uero si
puo dubitare, che il Colonna aura piu rischio di perdere la uita, che di acquistare
richezze. & senza piu a VA Serma con profondma. humilta m' inchino.

[Beginn Spaltensatz]

Di VA Serma.
[Spaltenumbruch] Humilisso. e diuotissimo seruo
Genn. Poggi.
[Ende Spaltensatz]
7.
Depesche Francesco Ottonelli's an den Herzog Franz von Modena.

Mi disse Diego Velasco pittore, et aiutante di camera del Re, alcuni giorni
sono, che SMta. riceueria grandmo gusto se SA gli mandasse qualche bel pezzo
di quadro del Correggio, et mi soggiunse che il Sr. Don Luigi d' Haro gl haueua
di cio anco motiuato, dicendogli, che no si potria ne tempi presenti fare cosa piu
grata a S. M. che regalarla di ottimi quadri, stante l'inclinatione, che ora piu che
mai, ha la Mta. sua alla pittura; mi toccho esso Diego della Notte, et mi soggiunse,
che il donare anco alcuna cosa in questa materia al medo. Sr. Don Luigi d' Haro
saria opportunissmo, essendosene anch' egli inuaghito grandemente. Risposi che esso
stesso sapeua quello, che in Genoua quando stavamo aspettando l' imbarco, gl' haueuo
detto in questo proposito: che ne scriuerei a VA, la quale m' assicurano, che con-
serua ardentissimo desiderio d' incontrare le satisfattioni di S. Mta, et del Sigr. don
Luigi; ma che della Notte non occorreua parlare perche VA l' ha quasi come in
deposito, et con certa promissione, che non sii mai per partirsi di sua casa; onde
esclusi la pratica per quello, che tocca alla medma. notte, et Diego mostro di re-
stare appagato. Circa altri quadri a VA sta il risoluere sentendo le instanze, che
vengono fatte; certo e bene, et di questo io l' assicuro, che quando l' A. V. si ri-
solua d' inuiare alcuno, procuraro prima di presentarlo, che facci strada alla buona
conclusione delle propositioni, et instanze fatte a S. Mta per gl' interessi dell' AV.

Parmi di douere mettere in consideratione a VA, che mandando quadri, resti
seruita di commandare a chi li condurra, che giungendo in Spagna, non esalti il
valore d' essi, perche quei della dogana regolana la tassa del datio dal valore delle
cose; ne il Re medmo. e esento dal pagarlo; Al Velasco, che porto d' Italia alcune
pitture per S. Mta, costo la gabella di Alicante assaissmo perche s'immaginarono
quei uffitiali della dogana, che essendo cosa venuta per la Mta sua fussi di grande
importanza.

Anhang.
lo stesso, come hà fatto, essendosi dati gli ordini d’ all’ hora già ch’ egli s’ è di-
chiarato di uoler fermarsi sino al ritorno di V. A. Serma.

Io dubito, che la dimora secondo il suo pensiero non sia per lo semplice
fine di complimto. e però non mi è piacciuta la sua molta puntualità, se bene di
ciò meriterei riprensione da V. A. Serma mà trattandosi di pitture mi tocca troppo
sul vivo il dubio che V. A. S. se ne lascia uscire dalle mani qualchedo. delle mi-
gliori. Egli subo. m’ hà fatta instanza di uedere tutte le pitture, et io gli ho risposto,
che mi spiace di non potere non tenendo le chiavi delle camere altri che V. A.
Serma & che intanto se hauessi gusto di uedere il Palazzo di Sassuolo sarei à ser-
uirlo, il che prontamte hà accettato: Mi hà detto in proposito del dipingere à fresco,
che conduce seco in Ispagna il Sr. Michele Colonna, et Agostino per dipingere colà
in seruo. di S. M. e che frà pochi giorni saranno insieme à Genoua: La nuoua
mi è altrettanto dispiaciuta quanto mi è giunta improvisisste: e uaglia il uero si
può dubitare, che il Colonna aurà più rischio di perdere la uita, che di acquistare
richezze. & senza più a VA Serma con profondma. humiltà m’ inchino.

[Beginn Spaltensatz]

Di VA Serma.
[Spaltenumbruch] Humilisso. e diuotissimo seruo
Genn. Poggi.
[Ende Spaltensatz]
7.
Depesche Francesco Ottonelli’s an den Herzog Franz von Modena.

Mi disse Diego Velasco pittore, et aiutante di camera del Re, alcuni giorni
sono, che SMta. riceueria grandmo gusto se SA gli mandasse qualche bel pezzo
di quadro del Correggio, et mi soggiunse che il Sr. Don Luigi d’ Haro gl haueua
di ciò anco motiuato, dicendogli, che nō si potria ne tempi presenti fare cosa più
grata à S. M. che regalarla di ottimi quadri, stante l’inclinatione, che ora più che
mai, hà la M. sua alla pittura; mi tocchò esso Diego della Notte, et mi soggiunse,
che il donare anco alcuna cosa in questa materia al medo. Sr. Don Luigi d’ Haro
saria opportunissmo, essendosene anch’ egli inuaghito grandemente. Risposi che esso
stesso sapeua quello, che in Genoua quando stavamo aspettando l’ imbarco, gl’ haueuo
detto in questo proposito: che ne scriuerei à VA, la quale m’ assicurano, che con-
serua ardentissimo desiderio d’ incontrare le satisfattioni di S. M, et del Sigr. don
Luigi; ma che della Notte non occorreua parlare perche VA l’ hà quasi come in
deposito, et con certa promissione, che non sii mai per partirsi di sua casa; onde
esclusi la pratica per quello, che tocca alla medma. notte, et Diego mostrò di re-
stare appagato. Circa altri quadri à VA stà il risoluere sentendo le instanze, che
vengono fatte; certo è bene, et di questo io l’ assicuro, che quando l’ A. V. si ri-
solua d’ inuiare alcuno, procuraro prima di presentarlo, che facci strada alla buona
conclusione delle propositioni, et instanze fatte à S. M per gl’ interessi dell’ AV.

Parmi di douere mettere in consideratione à VA, che mandando quadri, resti
seruita di commandare à chi li condurrà, che giungendo in Spagna, non esalti il
valore d’ essi, perche quei della dogana regolana la tassa del datio dal valore delle
cose; nè il Rè medmo. è esento dal pagarlo; Al Velasco, che porto d’ Italia alcune
pitture per S. M, costò la gabella di Alicante assaissmo perche s’immaginarono
quei uffitiali della dogana, che essendo cosa venuta per la M sua fussi di grande
importanza.

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[398/0424] Anhang. lo stesso, come hà fatto, essendosi dati gli ordini d’ all’ hora già ch’ egli s’ è di- chiarato di uoler fermarsi sino al ritorno di V. A. Serma. Io dubito, che la dimora secondo il suo pensiero non sia per lo semplice fine di complimto. e però non mi è piacciuta la sua molta puntualità, se bene di ciò meriterei riprensione da V. A. Serma mà trattandosi di pitture mi tocca troppo sul vivo il dubio che V. A. S. se ne lascia uscire dalle mani qualchedo. delle mi- gliori. Egli subo. m’ hà fatta instanza di uedere tutte le pitture, et io gli ho risposto, che mi spiace di non potere non tenendo le chiavi delle camere altri che V. A. Serma & che intanto se hauessi gusto di uedere il Palazzo di Sassuolo sarei à ser- uirlo, il che prontamte hà accettato: Mi hà detto in proposito del dipingere à fresco, che conduce seco in Ispagna il Sr. Michele Colonna, et Agostino per dipingere colà in seruo. di S. Mtà. e che frà pochi giorni saranno insieme à Genoua: La nuoua mi è altrettanto dispiaciuta quanto mi è giunta improvisisste: e uaglia il uero si può dubitare, che il Colonna aurà più rischio di perdere la uita, che di acquistare richezze. & senza più a VA Serma con profondma. humiltà m’ inchino. Di Modna. Li 12. Xbre 1650. Di VA Serma. Humilisso. e diuotissimo seruo Genn. Poggi. 7. Depesche Francesco Ottonelli’s an den Herzog Franz von Modena. 1652. 13. Januar. Madrid. Mi disse Diego Velasco pittore, et aiutante di camera del Re, alcuni giorni sono, che SMta. riceueria grandmo gusto se SA gli mandasse qualche bel pezzo di quadro del Correggio, et mi soggiunse che il Sr. Don Luigi d’ Haro gl haueua di ciò anco motiuato, dicendogli, che nō si potria ne tempi presenti fare cosa più grata à S. M. che regalarla di ottimi quadri, stante l’inclinatione, che ora più che mai, hà la Mtà. sua alla pittura; mi tocchò esso Diego della Notte, et mi soggiunse, che il donare anco alcuna cosa in questa materia al medo. Sr. Don Luigi d’ Haro saria opportunissmo, essendosene anch’ egli inuaghito grandemente. Risposi che esso stesso sapeua quello, che in Genoua quando stavamo aspettando l’ imbarco, gl’ haueuo detto in questo proposito: che ne scriuerei à VA, la quale m’ assicurano, che con- serua ardentissimo desiderio d’ incontrare le satisfattioni di S. Mtà, et del Sigr. don Luigi; ma che della Notte non occorreua parlare perche VA l’ hà quasi come in deposito, et con certa promissione, che non sii mai per partirsi di sua casa; onde esclusi la pratica per quello, che tocca alla medma. notte, et Diego mostrò di re- stare appagato. Circa altri quadri à VA stà il risoluere sentendo le instanze, che vengono fatte; certo è bene, et di questo io l’ assicuro, che quando l’ A. V. si ri- solua d’ inuiare alcuno, procuraro prima di presentarlo, che facci strada alla buona conclusione delle propositioni, et instanze fatte à S. Mtà per gl’ interessi dell’ AV. Parmi di douere mettere in consideratione à VA, che mandando quadri, resti seruita di commandare à chi li condurrà, che giungendo in Spagna, non esalti il valore d’ essi, perche quei della dogana regolana la tassa del datio dal valore delle cose; nè il Rè medmo. è esento dal pagarlo; Al Velasco, che porto d’ Italia alcune pitture per S. Mtà, costò la gabella di Alicante assaissmo perche s’immaginarono quei uffitiali della dogana, che essendo cosa venuta per la Mtà sua fussi di grande importanza.

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Zitationshilfe: Justi, Carl: Diego Velazquez und sein Jahrhundert. Bd. 2. Bonn, 1888, S. 398. In: Deutsches Textarchiv <http://www.deutschestextarchiv.de/justi_velazquez02_1888/424>, abgerufen am 19.03.2019.